Sophie Turner paragona Tomb Raider a Game of Thrones per il suo livello di segretezza

Giampiero Colossi • Pubblicato il 08/01/2026 • 3 min

la discussione sull’inedita interpretazione di Lara Croft approfondisce il nascere di una serie live-action di Tomb Raider su Prime Video, offrendo una visione chiara della gestione delle sceneggiature e del percorso di preparazione fisica dell’attrice protagonista. le parole rivelano una protezione estremamente rigida delle sceneggiature, un modello che supera persino le pratiche già note del passato, e mostrano come la produzione stia valorizzando sia la sicurezza informativa sia la disciplina atletica necessaria per incarnare l’eroina videoludica.

sicurezza delle sceneggiature di tomb raider

confronto con game of thrones

secondo l’attrice, il livello di riservatezza è più folle di quello di game of thrones, un paragone che richiama i metodi rigidissimi adottati in passato per evitare spoiler e fughe di contenuti. la produzione avrebbe adottato procedure che, seppur necessarie, si積rzicano notevolmente rispetto a quelle comuni, rendendo l’accesso alle bozze estremamente selettivo.

accessi e riconoscimento facciale

durante l’intervista, si è fatto cenno a un sistema di accessi molto stringente e a strumenti di verifica avanzata: per ottenere le sceneggiature, occorre superare molteplici controlli, con requisiti che includono numerosi passaggi di verifica e strumenti di riconoscimento facciale, descritti dall’attrice come una misura particolarmente stringente per salvaguardare il contenuto.

allenamento e preparazione

allenamento intensivo e trasformazione fisica

l’attrice ha ricordato un programma di allenamento intenso: otto ore al giorno, cinque giorni a settimana a partire da febbraio dell’anno precedente, un percorso che ha comportato un significativo carico sulla schiena ma ha favorito la crescita della massa muscolare necessaria a interpretare l’iconica Lara Croft.

la pratica continua ha incluso adattamenti mirati per acquisire abilità fisiche richieste dall’interpretazione, passando dalla preparazione atletica al perfezionamento delle capacità di movimento richieste dall’eroina d’azione.

collaborazione creativa e impressioni sul cast

nel corso dell’intervista, l’attrice ha elogiato Phoebe Waller-Bridge, definita “il nostro Shakespeare moderno”, evidenziando la possibilità di assorbire dal talento della showrunner elementi fondamentali della scrittura e della regia. la dinamica di lavoro in sala è stata descritta come estremamente stimolante, con l’aspettativa di crescere profesionalmente attraverso l’impegno nel progetto.

un riconoscimento è stato espresso anche in merito alla continuità artistica: la relazione con il personaggio di Lara Croft potrebbe accompagnare l’attrice per un arco prolungato, qualora lo sviluppo della serie risponda alle premesse previste e venga rinnovata per nuove stagioni.

prospettive e impegno a lungo termine

l’attrice ha sottolineato la fortuna di entrare a far parte di Tomb Raider e l’opportunità di portare avanti la figura di Lara Croft in un contesto di intrattenimento televisivo per un periodo esteso, qualora l’esito sia positivo e il progetto proceda secondo i piani.

personnalità menzionate nel contenuto

  • Sophie Turner
  • Phoebe Waller-Bridge
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