Giovane bolognese usava Grindr per adescare e derubare uomini

Giampiero Colossi • Pubblicato il 28/01/2026 • 2 min

Questa vicenda mette in luce come le dinamiche digitali possano essere strumentalizzate per commettere violenze e ricatti contro persone appartenenti alla comunità LGBTQ+. L’uso di un’app di incontri per instaurare fiducia, guardando al bersaglio come a una possibile opportunità, si è tradotto in una serie di atti criminosi caratterizzati da adescamento, aggressione e sottrazione di denaro, supportati da elementi di ricatto e dall’uso di contenuti filmati per comprimere le vittime.

rapine e ricatti omofobi tramite grindr a rimini

dinamica operativa e vittime

Un gruppo di tre giovani, un 21enne italiano, un 24enne marocchino e un 21enne senegalese, residenti a Rimini e incensurati, è stato fermato in relazione a una serie di episodi simili. L’inganno prevedeva l’induzione delle vittime a incontrarsi su Grindr, seguita da un incontro a casa durante il quale si verificavano aggressioni fisiche e legature con fascette di plastica. Successivamente, le persone immobilizzate venivano private del denaro presente in casa e filmate nelle condizioni di vulnerabilità acquisite.

I video venivano impiegati per costringere le vittime a effettuare bonifici istantanei, spesso destinati a supportare la fidanzata dell’individuo coinvolto, anche lei intercettata dalle autorità. Le autorità hanno messo in evidenza che la dinamica risponde a una logica omofoba, sfruttando la paura del giudizio e l’outing per reiterare l’estorsione.

esiti processuali e contesto delle indagini

Le investigazioni hanno portato all’individuazione di un ulteriore responsabile moldavo, che risulta essere il 25enne arrestato e attualmente in carcere. Le vittime denunciate sono inizialmente quattro, ma gli accertamenti indicano che possano essere almeno sei le persone coinvolte. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato, ha portato alla condanna del moldavo a sei anni e otto mesi di detenzione per rapina e lesioni aggravate. In aula lo stesso imputato ha ammesso le responsabilità e ha chiesto scusa.

La sua compagna è stata condannata a due anni di reclusione con pena sospesa per riciclaggio, poiché riceveva e spendeva la somma dei bonifici.

ruolo del supporto legale e ribaltamenti nelle vittime

Alcune delle vittime si sono costituite parte civile grazie al sostegno dello sportello legale del Cassero LGBT+ Center. Secondo quanto riportato, la vicenda evidenzia una violenza mirata di tipo omofobo: la potenziale vergogna o l’outing venivano utilizzati come leva per ottenere denaro. I legali hanno sottolineato che episodi con dinamiche simili si stanno verificando anche in altre città, segnalando un trend preoccupante.

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Categorie: Gossip

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